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05 dic 2019

Bologna: il Navile che riparte è opportunità di rilancio per l’offerta residenziale della città

La ripartenza del Navile, area strategica per lo sviluppo di Bologna, è stato il tema principale al centro del Convegno “Rigenerazione urbana e nuova domanda abitativa a Bologna” promosso da Nomisma il 4 dicembre scorso.

Rispetto al tema casa a Bologna per Nomisma emergono – quali punti di forza – l’attenzione al tema “riqualificazione energetica del patrimonio” da parte di istituzioni e operatori del mercato e la presenza di importanti risorse rappresentate da vuoti urbani e dalla ri-funzionalizzazione di immobili inutilizzati. Di contro, per l’Istituto di ricerca bolognese, il capoluogo emiliano presenta, a fronte di una forte domanda di casa, un’offerta costosa ma qualitativamente inadeguata (sia per il nuovo, sia per l’usato) e questa dinamica incide sulle famiglie sia in termini reddituali, sia in termini di qualità della vita. Ulteriore conseguenza legata alla inadeguatezza dell’offerta abitativa si ha riguardo la carenza del parco alloggi da destinare a studenti e non si può certo dimenticare l’erosione della disponibilità di abitazioni per famiglie e giovani coppie nel centro storico ad opera del fenomeno degli affitti brevi.

Considerando l’ambito sharing economy e domanda abitativa le tendenze (e le attese) evidenziate da Nomisma riguardano residenze con spazi comuni destinati alla socializzazione oltre che con servizi comuni. Aumenta l’attenzione al green building e a progetti abitativi caratterizzati dal coinvolgimento diretto e attivo dei residenti (progetti di autocostruzione, di autorecupero, di cohousing).

Una sollecitazione viene dalla stessa Commissione Europea, la quale suggerisce lo sviluppo del cosiddetto “brownfield”, ossia investimenti di rigenerazione di aree già sfruttate, edifici cadenti o di vuoti urbani, come avvenuto nel processo di rigenerazione di Porta Nuova, a Milano, che – secondo Nomisma – è uno dei modelli di maggiore successo a cui guardare.

All’evento ha partecipato anche il Vicepresidente di GBC Italia Marco Mari. “Mai come oggi gli aspetti ambientali e sociali si aggiungono a quelli economici nell’ambito della filiera immobiliare e del real estate." – dichiara Mari – Anche in Italia la rigenerazione urbana ha iniziato ad essere sostenibile, l’area milanese ne è una chiara evidenza. I territori e in particolare città di grande valore anche storico-ambientale come Bologna necessitano di strategie coerenti di sviluppo sostenibili e soprattutto ripetibili, basate su elementi che ne misurino il risultato. Ad oggi a livello internazionale i protocolli energetico ambientali (rating system) sono gli strumenti principe validati e utilizzati già in oltre 4 miliardi di mq di sviluppi immobiliari”.

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28 nov 2019

La nuova Library dei green building mondiale è online

Il World Green Building Council (WorldGBC) ha lanciato la nuova Library digitale di case study che mostra una selezione degli edifici sostenibili più all'avanguardia al mondo, alcuni a zero emissioni di carbonio e che migliorano la salute umana.

Ogni edificio presente nella Library dimostra prestazioni eccellenti in merito ai benefici per la salute o per l’azzeramento delle emissioni, come comprovato dai sistemi di certificazione o altre verifiche di terze parti.

Gli edifici e le costruzioni insieme rappresentano il 36% del consumo globale finale di energia e il 39% delle emissioni di biossido di carbonio (CO2) legate all'energia. Inoltre, le persone trascorrono il 90% del loro tempo negli edifici. Esiste un'associazione coerente tra ambienti interni malsani e impatti negativi sulla salute umana, ad esempio l'esposizione all'umidità e alla muffa è riconosciuta per aumentare la probabilità di attacchi di asma del 40%. Le attività di costruzione rappresentano quindi un'opportunità significativa per ridurre il consumo di energia e le emissioni di carbonio, migliorare la qualità dell'aria e creare luoghi più sani per le persone e le comunità.

WorldGBC ha lanciato la Library Case Study in riconoscimento della crescente domanda di mercato per evidenziare le best practice di edifici che eccellono in aree chiave della sostenibilità e il ruolo degli schemi di certificazione di terza parte nel fornire garanzie di performance.

I contributi vengono esaminati in base a criteri di qualificazione, sviluppati da WorldGBC con il contributo di un comitato consultivo di partner di sviluppo. Questo processo serve a garantire che ogni progetto presentato nella Library rappresenti un esempio eccezionale di sostenibilità.

Tenendo traccia di questi progetti, WorldGBC sarà in grado di condividere approfondimenti sulle tendenze globali nel fornire soluzioni per ridurre l'impatto ambientale degli edifici, per aiutare a informare i responsabili politici, i progettisti e gli sviluppatori sulla fattibilità e le migliori pratiche.

Gli edifici italiani attualmente presenti nella Library sono 3. Scopri quali sono al link: clicca qui.

È possibile segnalare i casi studio da inserire nella mappa scrivendo a certificazione@gbcitalia.org


News correlate: Il World GBC lancia la Case Study Library

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28 nov 2019

BIM4Ren | Quali barriere al BIM per la riqualificazione?

Nelle prime fasi del progetto BIM4Ren (H2020) sono state analizzate le barriere all'adozione della metodologia BIM nei processi di riqualificazione, per capire e superare i limiti tecnologici.


GBC Italia, R2M e Tecnalia hanno pubblicato un articolo su MDPI Buildings Journal intitolato “BIM4Ren: Barriers to BIM Implementation in Renovation Processes in the Italian Market”, focalizzato sui dati relativi alle barriere per il caso italiano raccolti attraverso un questionario, delle interviste e un workshop con gli stakeholder del settore.

Lo scenario che è emerso è quello di uno scarso utilizzo in generale degli strumenti BIM per il patrimonio esistente soprattutto tra le PMI. Uno degli ostacoli che ha portato in luce la ricerca sono i costi che sono percepiti dalle realtà più piccole sia tra imprese di costruzioni sia tra uffici tecnici come troppo elevati. L’acquisto di licenze software BIM e la frequenza di corsi di formazione sono, per gli utenti intervistati, impegnativi in termini di risorse e di tempo. Per questa ragione il BIM si sta sviluppando molto nelle fasi di ideazione e progettazione, ma deve essere ancora ottimizzato nella fase di costruzione e di gestione, al fine di essere adatto anche ai processi di ristrutturazione.

L'articolo completo è accessibile cliccando qui

 

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26 nov 2019

Obiettivi di sviluppo sostenibile, perché parlarne

Editoriale di Giuliano Dall'Ò

Si sta avvicinando il nostro consueto appuntamento di fine anno, calendarizzato per il 13 dicembre prossimo, che prevede due eventi in una sola giornata: alla mattina il convegno "Green Building & Sustainable Development Goals" aperto a tutti e al pomeriggio l’Assemblea riservata ai soci di GBC Italia. Una tappa importante, quindi, con un parallelismo non casuale visto lo stretto legame tra il mondo del green building, ecosistema di GBC, ed il grande progetto Agenda 2030 finalizzato a promuovere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (o SDG) concordati a partire dal 2015 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Nemmeno il luogo nel quale si svolgeranno entrambi gli appuntamenti è stato scelto casualmente: la sede di Assimpredil ANCE, infatti, ospita l’associazione che riunisce gli attori maggiormente coinvolti nel processo edilizio, ossia le imprese che realizzano concretamente edifici e infrastrutture nel territorio e contribuiscono a rendere le nostre città ed i nostri territori sempre più sostenibili.

Il richiamo agli SDG non deve essere visto come un mantra che esorcizza un impegno che ci vede tutti coinvolti a vari livelli, ma come un atto di responsabilità preciso verso un progetto che deve essere sostenuto con grande determinazione e con i fatti.

Il mondo del “green building”, che è poi il mondo dei Green Building Council, in tutto questo ha una grande responsabilità: l’edilizia sostenibile tutta, ma soprattutto la pianificazione sostenibile delle città e delle comunità sono il vero elemento catalizzatore del cambiamento globale.

La “governance” di GBC Italia da questo punto di vista ha idee chiare. Lo scorso anno, allo stesso appuntamento, abbiamo lanciato un messaggio forte di apertura, di confronto ma soprattutto di condivisione delle esperienze fatte e in corso, attraverso i protocolli di certificazione ambientale, superando la soglia del confronto ma puntando ad una “alleanza” finalizzata a condividere temi importanti come quello della decarbonizzazione o dell’economia circolare. Le nostre due mappe di Milano e di Roma sono stati degli esempi di una visione diversa che valorizza gli edifici green, non solo certificati LEED® o GBC, non per se stessi ma come elementi di un contesto urbano più allargato.

Questa visione del green building deve essere confermata e valorizzata con maggiore determinazione. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon in un messaggio al Consiglio direttivo del 24 aprile 2015 dichiarò che “la nostra lotta per la sostenibilità globale sarà vinta o persa nelle città”: come non condividere questa riflessione?

L’impegno di quest’anno ci richiede un salto di scala passando decisamente dalla dimensione dell’edificio a quella territoriale e per far questo abbiamo da tempo strumenti come GBC Quartieri, LEED ND e LEED for Cities and Communities che ci possono supportare in questo percorso. Ma al di là degli strumenti, che tali devono essere considerati, siamo tutti coinvolti nel promuovere e condividere soprattutto questa nuova dimensione: il nostro obiettivo è contribuire a far progredire gli SDG ponendoci una domanda: cosa possiamo fare per promuovere concretamente questi obiettivi di sviluppo sostenibile? E chi, al di fuori di GBC è disposto a condividere con noi questo percorso? Riproponiamo anche quest’anno, quindi, una alleanza più che mai indispensabile per contrastare un negazionismo pericoloso, e purtroppo sempre presente, che considera i cambiamenti climatici un “non problema”.

Il convegno del 13 dicembre conferma questa linea di indirizzo: sono le città, i quartieri e le comunità gli scenari nei quali GBC Italia si confronterà sempre di più: degli ambiti nei quali gli edifici faranno la loro parte come catalizzatori di un cambiamento sempre più orientato ad una integrazione strutturale, tecnologica ed ambientale tra edifici, infrastrutture e spazi aperti alla ricerca di un nuovo equilibrio tra le esigenze dell’uomo e quelle dell’ambiente naturale sostenibile.

Per iscriversi al convegno, clicca qui.

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22 nov 2019

Siglato il protocollo d’intesa tra GBC Italia e CNA Costruzioni

Sviluppare percorsi formativi e azioni di advocacy con le istituzioni sono alcuni degli obiettivi del Protocollo d’Intesa firmato venerdì 15 novembre 2019 da GBC Italia e CNA Costruzioni. Presenti alla firma il Vicepresidente Marco Mari in rappresentanza della Presidenza di Green Building Council Italia e il Presidente Enzo Ponzio per la Confederazione Nazionale dell’Artigianato Costruzioni.

L’evento si è svolto in occasione della 32°edizione di Restructura, il Salone del Lingotto Fiere di Torino dedicato alla Riqualificazione, Recupero e Ristrutturazione, durante la quale GBC Italia ha illustrato il proprio position paper dedicato al tema Economia Circolare in edilizia per voce del Segretario Chapter Piemonte Massimiliano Fadin.

L’accordo tra GBC Italia e CNA Costruzioni intende promuovere nuove forme di collaborazione per innalzare il livello culturale nel campo delle costruzioni sostenibili, fornendo strumenti per il progetto, la costruzione e la gestione efficiente degli edifici.

Inoltre, vuole sensibilizzare le rispettive delegazioni territoriali, in modo da attuare forme di collaborazione in un’ottica di riqualificazione strutturale sostenibile anche mediante appositi strumenti energetico ambientali (rating system), prioritariamente degli edifici esistenti compresi quelli aventi valenza storico-testimoniale.

Un altro punto importante dell’accordo prevede la promozione di momenti di incontro finalizzati ad accrescere la comprensione degli scenari socio-economici locali, nazionali ed internazionali al fine di incrementare la competitività delle imprese e la qualità dei prodotti italiani e regionali.

La filiera delle costruzioni in Italia è prevalentemente composta da artigiani e piccole e medie imprese. Accordi di questo tipo sono fondamentali per la trasformazione del comparto in chiave sostenibile. Formare le maestranze italiane e diffondere i principi della sostenibilità fornendo strumenti e parametri chiari per tutti gli operatori, è uno dei principi fondamentali della nostra associazione” ha dichiarato Giuliano Dall’Ò, Presidente di Green Building Council Italia.

Oggi la tenuta del settore e le prospettive di una sua auspicata crescita, che non sia effimera ma che aspiri ad essere di tipo strutturale dipende molto dalla consapevolezza collettiva (imprese ed Istituzioni nazionali e locali) che il mercato è profondamente cambiato e che al centro vi è la riqualificazione del costruito” ha dichiarato Enzo Ponzio, Presidente di CNA Costruzioni. “In questo contesto le piccole e micro imprese, che rappresentano il 96,2% della base produttiva delle costruzioni, possono assumere un ruolo di primo piano grazie alle loro caratteristiche distintive, proseguendo il percorso di qualificazione e acquisizione di nuove competenze già intrapreso da alcuni anni proprio perché spinti dall’evoluzione del mercato che va in direzione della rigenerazione urbana, della messa in sicurezza dei territori, nonché della riqualificazione energetica e statica del patrimonio edilizio italiano esistente, il tutto evidentemente in chiave di sostenibilità. Questo accordo con GBC ci aiuterà molto in questa direzione.” conclude il Presidente di CNA Costruzioni.

Le tante esperienze nazionali e internazionali realizzate dalla nostra community nel mondo della sostenibilità applicata all’edilizia e all’ambiente costruito ci insegnano che la Partnership è la nuova Leadership. Non possiamo compiere progressi reali verso la risoluzione dei problemi globali senza valide collaborazioni.” Conclude Marco Mari, Vicepresidente di GBC Italia.

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