28 giu 2019

Che cosa rende sostenibili le città e le comunità?

Report dal convegno organizzato dal Chapter Lombardia di GBC Italia, all’interno del ricco programma di appuntamenti del Festival dello Sviluppo Sostenibile.

Tanti gli interventi che possiamo raggruppare in due tematiche principali: da una parte quelle sull’edilizia sostenibile, dall’altra quelle sulla mobilità; al centro di tutto, la collettività, i cittadini.

Non è casuale che il convegno si sia svolto a Milano con i suoi oltre 200 edifici “green” certificati o in corso di certificazione in base ai protocolli internazionali quali LEED, BREAM, WELL; esempio di città europea che ha accolto la sfida per una trasformazione urbana verso un modello di città sostenibile sia da un punto di vista delle nuove architetture, ma anche delle nuove infrastrutture dei trasporti.

Si parte da Milano, ma di fatto, come spiega Alessandro Tomasello di Fabrica Immobiliare SGR, tutte le città contemporanee sono affette da uguali problematiche: gestire il post fenomeno di cementificazione legata all’era delle città “moderne”,  in cui la parola d’ordine era “costruire” “usare tutto il suolo disponibile” ai fini prettamente economici, andando ad alimentare il divario tra centro storico e quartieri dormitorio delle periferie, serviti da mezzi di trasporto obsoleti. Oggi si affermano nuovi criteri di intervento, legati al tema della sostenibilità, destinati ad orientare in modo sempre più determinante le scelte di investimento verso soluzioni innovative e “responsabili”.

Si parla di trasformazione, di cambiamento, di sviluppo, non più come uso del suolo, bensì come dialogo vivo, concreto, stimolante tra territorio e collettività. Al centro dell’attenzione il benessere, la qualità della vita delle persone, come spiegano scrupolosamente Maria Elena Gasperini e Matteo Basin di Jacobs. E’ la percezione da parte dei comuni cittadini, dei giovani, l’elemento chiave, perché le scelte di cambiamento hanno successo solo se concrete, e credibili.

Ci stimola a pensare “lungo”, Massimiliano Mandarini di Marchingenio Designer Center (tra l’altro autore della mostra” Smart Sustainable Living 2035 – Pensare, Progettare e Realizzare spazi intelligenti e sostenibili” allestita in contemporanea al convegno).
La Mostra e’ un progetto etico e decalogo tematico itinerante per un futuro 2035 in armonia tra Uomo, Natura e Tecnologie. Sottolinea l’importanza della conoscenza, della formazione, della cultura del vivere sostenibile. I giovani pensano a un futuroche riavvicina il cittadino alla natura: un approccio biofilico di vivere la città. 

Si è parlato, con Elena Veneziani di UL, dei requisiti per prodotti e materiali per costruzioni sostenibili, e degli strumenti che aiutano a identificarli, come il database SPOT, approfondendo le sfide nell’ambito dell’economia circolare e della riduzione dell’impatto ambientale delle attività aziendali e produttive.

E dai concetti si è passati, con Alberto Bruno di Progetto CMR, alla pratica con i progetti milanesi: The Sign e De Castillia 23, entrambi casi di riqualificazione di edifici esistenti focalizzati sul benessere dei suoi futuri occupanti e anche della società che ci vive intorno. Si accentua l’importanza della relazione con l’esterno, con la natura per stimolare l’interazione, la creatività, la produttività tra e delle persone, sia essa incontrandosi in una piazza smart, o passeggiando su una collina artificiale, o godendo dei benefici della luce naturale.

Donatella Wallnofer di Inbar Milano, continua sul tema dell’importanza del dialogo e dell’interazione, ma con un avvertimento “ricordiamoci sempre nelle nostre scelte di rigenerazione urbana, di coinvolgere ed avere il consenso di chi poi il cambiamento lo subisce, ovvero, le persone comuni, e mostra al pubblico un’immagine che comunica un messaggio forte: la vendetta del pedone.

E il pedone ci porta all’altro aspetto dell’urbanità: la mobilità. Anna Contenti di Jacobs, ci racconta quali sono i tre elementi di studio per arrivare a delle soluzioni di mobilità sostenibili concrete: pianificazione, ovvero previsioni, agire sul comportamento delle persone, ovvero analisi dei comportamenti, raccolta di dati (big data) che ci riportano alla pianificazione.

Giorgio Meszely di H3 spiega la trasformazione come un’idea di “mobilità sostenibile” permettendoci di ripensare al modo di intendere gli spostamenti, il proprio rapporto con l’auto, il rapporto tra la strada ed il tessuto urbano; in era di sharing economy si passa sempre più dal concetto di “proprietà” a quello di “uso”, incentivando il dialogo tra mobilità, community, building, per arrivare, forse anche a breve, a un concetto di mobilità gratuita, come parte del pacchetto di acquisto immobiliare. 

Eccoci alla fine di questo resoconto, che ci fa capire, come sottolinea più volte Alessandro Lodigiani del Chapter Lombardia di GBC Italia e moderatore del convegno, che, sebbene gli attori della filiera siano tanti, tutto è connesso, tutto è contaminato, nel senso positivo del termine, e ci ricorda di un altro importante progetto che aiuta la filiera nel suo contagio: Il progetto Cna Greenet Laboratorio della Sostenibilità* con l’obiettivo di diffondere la cultura della Sostenibilità e per la valorizzazione Green della Filiera Edilizia e d’Impresa. Una nuova piattaforma progettuale e di network per sensibilizzare, informare e formare le aziende della filiera.

Testo di Cristina Canni Ferrari (UL)