31 mag 2018

Protocolli green per trainare il cambiamento delle città: da visione a realtà

Editoriale di Giuliano Dall'Ò

Il cambiamento delle nostre città verso modelli a maggiore sostenibilità ambientale è un processo già in atto, anche se i segni non sono sempre leggibili. Pensiamo a come sono cambiati gli spazi urbani negli ultimi anni e l'attenzione delle Pubbliche Amministrazioni al monitoraggio ambientale. La raccolta differenziata o la mobilità sostenibile, fatta non solo di piste ciclabili ma anche di bike-sharing e car-sharing, sono pratiche entrate nella nostra ordinaria quotidianità; come i veicoli elettrici si stanno diffondendo sempre di più.

Anche gli edifici sono cambiati, sono più efficienti, sfruttano quel mix sinergico di efficienza energetica e fonti rinnovabili e, oggi, ogni cittadino sa bene cosa sia una certificazione energetica.
C'è ancora tanto da fare, d'accordo, il patrimonio immobiliare esistente è poco efficiente dal punto di vista energetico e forse è per questo che il valore aggiunto della sostenibilità, un valore vero e tangibile, non viene ancora riconosciuto per quello che è. Anche nel mercato immobiliare, tuttavia, si manifestano i primi segni di ottimismo: l'interesse verso il progetto EeMAP (Energy Efficient Mortgage Action Plan), quello sui cosiddetti "mutui verdi" che ha visto in prima linea il nostro GBC all'interno del network europeo è uno di questi. Il cambiamento delle nostre città verso modelli "green" è una vera rivoluzione epocale, uno scatto verso un punto di non ritorno: le rivoluzioni possono essere rallentate forse, ma mai bloccate.


Al cambiamento in chiave green del settore edilizio hanno contribuito e non poco i protocolli di certificazione ambientale come LEED o BREEAM ad esempio. Grazie a questi strumenti, e alle complesse organizzazioni che stanno dietro e che garantiscono la serietà della loro applicazione, le nostre città sono cambiate e le architetture più importanti hanno definito nuovi standard nei quali la sostenibilità ambientale diventa la vera linea guida della progettazione.

Una visione completa di quanto possano aver contribuito i protocolli green al cambiamento delle nostre città è stata offerta dalla bella e molto apprezzata sequenza di contributi presentati a Milano lo scorso 25 maggio dal Chapter lombardo del Green Building Council Italia in occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso dalla Città Metropolitana di Milano.
I relatori, tutti della community di GBC, hanno avuto modo di presentare le diverse dimensioni, anche di scala applicativa, dei protocolli di sostenibilità ambientale declinati in una sequenza coerente, dall'edificio alla città.
Il segretario del Chapter Lombardia di GBC Italia Alessandro Lodigiani, di Duff & Phelps REAG, ha coordinato questa iniziativa svolgendo anche la funzione di chairman.
Gianluca Padula di CBRE ha fornito una lettura chiara, sintetica, ma allo stesso tempo esaustiva dei maggiori cambiamenti avvenuti a Milano, che possiamo considerare a tutti gli effetti la capitale italiana (e forse europea) del Green Building, dimostrando come i protocolli LEED siano stati l'elemento trainante delle trasformazioni urbane che hanno modificato lo skyline della città. L'immagine del "Bosco verticale" dell'architetto Stefano Boeri è stata consacrata come icona internazionale del green building.
Il tema della certificazione ambientale degli edifici storici, altra realtà che caratterizza il nostro Bel Paese, è stato trattato da Alberto Lodi, già segretario del Chapter Lombardia che ha presentato quello che per GBC Italia è un fiore all'occhiello: il protocollo Historic Buildings che oltre ad avere i primi casi di certificazione, sta riscontrando un grande interesse non solo in Italia, ma anche da parte della comunità internazionale.
Dall'edificio al quartiere il passo è breve, Chiara Domenici di Chapman Taylor ha presentato un intervento molto interessante che rimarrà uno dei simboli di questo comparto: Bolzano NOI Techpark, uno dei primi quartieri certificati sostenibili.
Il livello più esteso in termini dimensionali, e per questo più complesso della certificazione ambientale è la città. E spetta proprio a noi italiani avere il primo caso europeo: la città di Savona, caso studio che è stato presentato da Daniele Guglielmino di GBCI, massimo esperto italiano e tra i più autorevoli a livello internazionale di LEED for Cities. Il caso della città di Savona dimostra la potenzialità dei protocolli LEED che, partendo da una esperienza pluridecennale sui singoli edifici, hanno avuto la capacità di adattarsi a contesti territoriali importanti.
La giornata si è conclusa con un intervento che ha affascinato tutti i presenti: quello di Thomas Messervey di R2M Solutions che ha presentato con esempi concreti, l'entusiasmo, la competenza e la simpatia che lo contraddistinguono, le nuove tecnologie green al servizio della rivoluzione green building.
Quella di Milano è stata una bella iniziativa, nella quale è stato possibile dimostrare il ruolo centrale dei protocolli LEED e GBC con casi concreti, presentati da aziende che hanno creduto in GBC Italia associandosi e nell'evoluzione green delle nostre città. Siamo davvero orgogliosi di poter dimostrare il ruolo trainante che svolgiamo: la città green, sostenibile, smart e a misura d'uomo, è la città che è in grado di cogliere ed amplificare il nostro messaggio.