09 ott 2021

Città sostenibili per salvare il pianeta, le proposte della filiera edilizia

In un manifesto congiunto, la comunità che si riconosce in GBC Italia, detta la ricetta per la transizione verde dell’ambiente costruito.

Milano, 9 ottobre 2021 - La neutralità climatica in edilizia non è solo un’opportunità da cogliere, è una scelta obbligata e urgente per costruire comunità resilienti sostenibili e salubri, è un antidoto alla crisi climatica e un valido strumento a servizio della transizione ecologica.

È quanto è emerso dall’evento di venerdì scorso Driving the Change – GBC Italia for COP 26 organizzato da GBC Italia a Mind – Milano Innovation District  con il sostegno di Lendlease, Asacert, Coima, Greenwich e A2A.

L’evento restituisce un messaggio forte e chiaro che GBC Italia, insieme ad altre 9 organizzazioni internazionali, porterà in discussione al tavolo di lavoro Cities Regions and Built Environment in programma l’11 novembre alla COP26 di Glasgow.

Tanti i relatori in sala, esperti e protagonisti internazionali del mondo delle costruzioni e dell’immobiliare, che hanno voluto portare il loro contributo: Tony Lombardo Global CEO di Lendlease, Kelly Russell Catella Head of Sustainability di Coima, Carlotta Ventura Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs Officer di A2A, Cristina Gamboa CEO di WGBC, James Drinkwater Head of Built Environment di Laudes Foundation, Elizabeth McKeon Head of Climate Action di IKEA Foundation, Bex Porter Built Environment Team di Climate Champions, Stephen Richardson Direttore ERN WGBC.

L’Italia è il secondo paese in Europa per numero si edifici che perseguono la certificazione di sostenibilità in conformità ai protocolli energetico-ambientali (rating-system) internazionali e nazionali della famiglia LEED-GBC. Una posizione di leadership conquistata attraverso la qualità, le competenze e l’arte italiana del sapere progettare, costruire e gestire gli asset immobiliari. La nostra Comunità non brilla solo per quantità di edifici, ma anche per innovazione, basta a tal fine ricordare che l’unico  protocollo energetico-ambientale applicabile al restauro sostenibile do edifici con valenza storico-testimoniale, GBC Historic Building, nasce proprio dalla nostra comunità”.  Così, Marco Mari, Presidente di GBC Italia, sui traguardi italiani.

La politica europea ed italiana si sono confrontati apertamente sulle buone pratiche di edifici e quartieri con le relazioni di: Fabio Massimo Castaldo Vice Presidente del Parlamento Europeo, il sottosegretario del MiTE Vannia Gava, il Vice Ministro del MIMS Alessandro Morelli, il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci, il Presidente dell’ANCI Antonio de Caro.

L'impatto ambientale della progettazione, costruzione ed esercizio degli edifici è enorme: gli edifici sono responsabili dell’emissione di circa il 39% delle emissioni globali di CO2, di cui il 10% è rappresentato dalle emissioni di CO2 “incorporate” (embodied) nei materiali e nei processi di costruzione, durante l'intero ciclo di vita. “Dobbiamo saper misurare e verificare le prestazioni energetico ambientali del costruito con un approccio sistemico. - L’appello del Presidente Mari - i protocolli definiti dalla community nazionale e internazionale di GBC Italia permettono a progettisti, imprese, produttori si materiali e più in generale a tutti gli attori della filiera edilizia ed immobiliare di affrontare la necessaria complessità per raggiungere gli sfidanti obiettivi per il clima è al contempo di aggregare la catena del valore della filiera”.

Nelle parole del Vicepresidente di GBC Italia, Fabrizio Capaccioli, la visione del cammino da intraprendere e la strada maestra attraverso cui operare: “34 milioni di europei non posso riscaldare adeguatamente le loro abitazioni. Partendo da questo dato dobbiamo saper immaginare un futuro diverso - prosegue Capaccioli - Viviamo in un contesto storico, politico ed economico che ci obbliga ad affrontare il futuro con un approccio olistico, per usufruire al meglio delle risorse messe a disposizione e per costruire insieme una vera rivoluzione sostenibile, per la salvaguardia dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione”.

Con l’obiettivo di mettere insieme non più singole realtà, ma tutte le componenti del settore, è stato lanciato il Manifesto di GBC Italia per COP26, un impegno di responsabilità condivisa rivolto a tutti gli operatori dalla filiera e alle istituzioni del nostro Paese.

Un documento che indica la strada per rigenerare l’ambiente costruito e renderlo maggiormente resiliente, sostenibile e salubre, fornendo strumenti e principi cardine attorno ai quali si vuole disegnare una nuova cultura dell’abitare il pianeta, inclusiva e giusta. Per dare concretezza e riferimenti univoci alle azioni da perseguire servono:

  • una normativa basata sui nuovi requisiti prestazionali e non prescrittivi: prediligendo premialità delle prestazioni reali e misurabili in opera, monitoraggio continuo dell’impatto del settore con un approccio sistemico per migliorare l’efficacia delle politiche in atto e di quelle a venire.
  • l’innovazione e la digitalizzazione del settore. L’adozione di nuovi modelli progettuali, tecniche costruttive e prodotti attraverso la tecnologia e la ricerca;
  • il supporto della finanza sostenibile. L’incentivazione di partnership Pubblico-Privata per massimizzare gli investimenti nella fase di transizione verso un'economia neutrale ed equa;
  • una governance partecipata, attraverso il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder pubblici e privati

Alla giornata, ha voluto contribuire anche il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, con un messaggio di apprezzamento del lavoro svolto da GBC Italia nella lotta ai cambiamenti climatici. Leggi qui il messaggio.

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Rivedi lo streaming dell'evento: sessione mattino - sessione pomeriggio.