30 apr 2021

Green Building per le persone: città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili

Editoriale di Fabrizio Capaccioli
Vicepresidente di GBC Italia

Decarbonizzazione, economia circolare, efficienza idrica, uso del suolo e biodiversità, resilienza, benessere e salubrità. Registriamo con soddisfazione, non solo all’interno della nostra Community di GBC Italia, ma globalmente, nuove pressanti domande di miglioramento della qualità ambientale e, più in generale, della qualità dell'abitare: domande di riqualificazione e cura dello spazio pubblico, di migliore organizzazione degli spazi urbani, come esigenza di abitanti più consapevoli e attenti, ma anche una maggiore sensibilità da parte delle imprese, sempre più vicine ai criteri di sviluppo compatibile con i criteri ESG. Nuove istanze di miglioramento, relative ad una migliore organizzazione della città, che sia centrata sulle reali esigenze del cittadino, per garantirne prima di tutto salubrità e benessere.

In GBC Italia guardiamo con lungimiranza alle nostre città, ai condomini, alle scuole, all’immenso patrimonio immobiliare di pregio, che rappresenta un vanto del nostro Paese nei confronti del mondo intero, per costruire una nuova prospettiva di vita. La strada verso il futuro è green, ne siamo fermamente convinti.

Cito ultimamente dei dati, che non stento a definire agghiaccianti. Oggi, quasi 34 milioni di europei non possono riscaldare adeguatamente le loro abitazioni. La lotta alla povertà energetica, il sostegno alle persone vulnerabili, rappresenta oltre che un dovere, anche la leva che può far muovere nella giusta direzione il comparto edile e immobiliare, che aspetta solo di essere messo nelle condizioni di ripartire, stavolta in chiave green. L’Unione Europea, già dagli anni 2000, è spesso stata coinvolta nei progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana, in veste di promotrice e, in parte, finanziatrice. Oggi, l’UE, attraverso il Green Deal, punta a diventare il primo continente a emissioni zero entro il 2050, dobbiamo spingere per riuscirci prima. Secondo quanto stabilito dal Renovation Wave già entro il 2030, ben 35 milioni di edifici potrebbero essere ristrutturati, migliorando la qualità della vita dei cittadini e garantendo ambienti più salubri. Sempre dal punto di vista della mobilitazione internazionale, il 2021 è anche l’anno di COP26, la Conferenza mondiale sul clima organizzata dal Regno Unito a Glasgow. L’Italia collabora ospitando i lavori della Pre-Cop26 a Milano e GBC Italia avrà un ruolo di primo piano nell’organizzazione di una giornata di conferenze interamente dedicata alle costruzioni sostenibili.

Azioni sostenibili e innovative, per ridurre esclusione sociale, povertà, scarsità di servizi, mancanza di benessere delle comunità. Obiettivi raggiungibili anche grazie al fondamentale sostegno della Climate Finance, un acceleratore di azioni concrete per gestire in modo efficace rischi ed opportunità associati ai cambiamenti climatici, a partire dalle comunità locali. La Finanza green diventa uno strumento di analisi delle responsabilità degli investimenti per contrastare i fenomeni più gravi di irresponsabilità, come la speculazione incontrollata, un’eccessiva propensione al rischio, la corruzione o altre pratiche distorsive. Le misure finanziarie devono essere efficienti, efficaci trasparenti, misurabili.

E, ancora, strategie che si facciano carico di utilizzare strumenti tecnici di rating, come i protocolli GBC, che riguardano tutte le fasi di sviluppo del Sistema Edificio e di interi quartieri, dalla progettazione alla certificazione, in una visione organica, completa e codificata, attraverso l'analisi di parametri standardizzati.

Quanto sta emergendo negli ultimi mesi sul piano della diffusione della consapevolezza sulla necessità di essere concreti in merito a tematiche energetico-ambientali, ci motiva per progettare e costruire un futuro diverso, migliore di quanto non siamo riusciti a costruire fino ad oggi. L'idea di base è quella di garantire una “capacità di futuro”, cioè l'uso razionale delle risorse in modo da non compromettere la capacità delle risorse stesse di continuare a produrre valore nel tempo.

Vale la pena chiederci se, piuttosto che concentrarci ad edificare in modo sostenibile spazi di nuova costruzione, non sia meglio anche recuperare, riqualificare e riutilizzare spazi già edificati, abbandonati, ai quali dare nuovi significati. Da questa idea di recupero, deriva il concetto di rigenerazione urbana: cioè la rivalutazione, riqualificazione di un patrimonio edilizio abbandonato al degrado, spesso situato nelle periferie industriali delle città e delle grandi aree metropolitane, a cui dare nuova linfa, nuovi obiettivi, nuovi scopi, sia economici che sociali. Integrare, agli aspetti ambientali ed economici, quelli sociali e culturali, coinvolgendo le comunità che vivono o vivranno i luoghi riqualificati, rigenerandoli, per giungere ad una rigenerazione umana, di e per una rinnovata comunità. Partendo, quindi, dalla sostenibilità ambientale, si giunge ad un impatto sociale positivo sulle comunità. Luoghi che ospitino persone e idee. Luoghi in cui nascano relazioni umane, che danno a quei luoghi obiettivi alti, consentendo alle comunità di riconoscersi intorno a valori condivisi.

Esperti, innovatori, progettisti, sociologi, artisti e semplici cittadini, soggetti Pubblici e Privati insieme a cooperare per la più significativa rivoluzione moderna chiamata a salvare il Pianeta Terra, che passa anche dall’obiettivo, di riqualificare zone abbandonate per (ri)metterle al servizio delle comunità. Ecosistemi virtuosi, in cui professionisti con visioni e competenze diverse, realtà specializzate come la nostra associazione, creano sistemi con un proficuo coinvolgimento di istituzioni locali, che, insieme, fanno innovazione sociale e cooperano per disegnare soluzioni orientate al raggiungimento dell’undicesimo obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”.

Dobbiamo muoverci nella direzione di migliorare la qualità della vita negli ambienti quotidiani, garantirne un maggiore benessere e comfort termico, acustico, visivo, respiratorio: questi sono i grandi temi di cui deve occuparsi il settore edilizio per evolversi nella direzione giusta. Per farlo, bisogna integrare tecnologia con edifici sempre più green nell’impatto di costruzione, rigenerazione e manutenzione. Avvalendosi di sistemi di misurazione delle performance quali-quantitative per un approccio energetico-ambientale sostenibile, anche grazie ai Protocolli studiati e applicati a livello internazionale da GBC Italia. Imparare a misurare le emissioni, i consumi, il benessere. È un’operazione fondamentale: in questo modo possiamo comparare davvero in modo scientifico il rating degli edifici, per misurarne le performance. Possiamo calcolare come questi differenziali impattino non solo sui costi di gestione, ma anche sulla qualità della vita delle persone.

Non possiamo fare a meno di prendere atto di un “new normal” in cui i luoghi di vita, si presteranno a più usi contemporaneamente: pensiamo alle case trasformate in uffici con il remote working, oramai entrato con prepotenza nelle nostre abitudini. Di fronte a uno scenario in trasformazione di questo tipo, la stessa evoluzione deve guardare ai materiali e alle soluzioni costruttive degli ambienti dell’abitazione, per garantire comfort e salubrità. Un edificio è in grado, quindi, di aumentare o diminuire il benessere delle persone che lo abitano ogni giorno, a patto che sia frutto di una progettazione o riprogettazione olistica, orientata al benessere, in grado di contrastare lo stress che le persone vivono negli edifici in cui lavorano e vivono e favorendo un approccio di vita sano.

C’è un gran bisogno di essere concreti, ne va della nostra salute e di quella delle generazioni future. GBC Italia è una Community attiva e propositiva per costruire il green path e direi il “cammino del benessere” del nostro Paese.