28 set 2020

SEQUAS e il percorso di crescita nel network GBC Italia

Per una società che nasce a Roma all’inizio del nuovo millennio, l’ambiente non poteva che essere al primo posto, dato che la coscienza ambientalista getta le sue radici circa trent’anni prima con il rapporto del Club di Roma sui limiti dello sviluppo incontrollato e la necessità di rendere la crescita economica compatibile con le limitate risorse della terra.

D’altronde i soci di SEQUAS sono cresciuti professionalmente partecipando a momenti fondamentali per la sostenibilità, il rapporto Burtland del 1987 che sottolinea come lo sviluppo debba tenere conto di tutte le componenti umane oltre a quella economica e le fondamentali Conferenze delle Parti (COP) di Rio de Janeiro (1992), dove si pongono le basi della cooperazione internazionale sui temi ambientali) e Tokyo (1997) con la firma del famoso protocollo che affronta la riduzione delle emissioni climalteranti.

In questo contesto quando la società viene fondata la “A” non poteva che rappresentare la parola Ambiente, in un acronimo che racchiude anche Energia, Qualità e Sicurezza. Tutti temi che si trovano condensati all’interno dei protocolli sviluppati da GBC, e pertanto hanno rappresentato elementi di sintonia con le competenze necessarie per gestire adeguatamente il processo di certificazione.

I percorsi diversificati dei soci hanno portato la società a crescere in diversi settori, dalla progettazione degli impianti civili e speciali allo sviluppo di servizi per l’ottimizzazione dei patrimoni immobiliari, dalla gestione delle bonifiche ai sistemi di gestione, dall’efficienza energetica alla valorizzazione delle energie rinnovabili, dalla sicurezza in cantiere alla gestione della sicurezza degli immobili, i soci avviavano un fertile percorso di confronto sulla sostenibilità attraverso varie tappe, incrociando GBC Italia già diversi anni fa nel percorso di certificazione di Villa Taverna, residenza dell’Ambasciatore degli Stati Uniti.

Lo sprone del raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU ha ulteriormente orientato l’attività della società, ampliando lo spettro di azione anche in ambiti di maggiore sperimentazione, come le collaborazioni con la Regione Lazio ed il Parco Nazionale del Circeo, nelle quali sono state studiate modalità di recupero di antiche tipologie costruttive per adattarle alle esigenze moderne ed essere di riferimento per la gestione di manufatti edilizi all’interno di un’area tutelata ed avviando percorsi di formazione per giovani colleghi con periodi di formazione all’estero in Iran e India.

Parallelamente la società ha investito nell’utilizzo del BIM uno strumento capace di permettere un miglior controllo delle fasi progettuali, e che si concilia perfettamente con il percorso di certificazione e con la caratterizzazione innovativa dei servizi proposti, permettendo la differenziazione qualitativa e qualificata sia nell’ambito degli appalti pubblici sia verso la committenza privata.

L’adesione a GBC Italia ha dato occasione di strutturare meglio questi percorsi, secondo la metodologia sperimentata e virtuosa dei protocolli LEED e GBC Italia, ampliando i riferimenti culturali, il confronto con esperienze internazionali e le best practices messe in campo negli anni.

La SEQUAS ha partecipato con convinzione nel dibattito interno all’associazione, rendendosi disponibile nella gestione del Chapter Lazio e supportando la redazione della Rome City Map, uno dei progetti di comunicazione più efficaci che sono stati sviluppati da GBC nell’ultimo triennio.

I progetti concreti sono stati occasione per sperimentarsi operativamente in progetti di successo come la prima certificazione LEED platinum nella versione V4 del nuovo Meeting Center della Ghella a Roma, un’opera che ha coniugato una particolare architettura di vetro e cemento con gli aspetti impiantistici e di efficienza energetica. Il progetto è stato appena premiato alla Cerimonia di Premiazione dei GBC Italia Awards.

Il rapporto particolarmente collaborativo avviato con la presente consiliatura ha permesso di dare poi uno specifico contributo ad un importante obiettivo della GBC Italia, vale a dire lo sviluppo del protocollo Historic Building. Nel particolare contesto del centro storico di Roma è sicuramente lo strumento meglio applicabile e che più tutela il valore dell’esistente. In collaborazione con il MIBACT e con diversi soci GBC, la SEQUAS sta conducendo la certificazione secondo il Protocollo HB di Palazzo Silvestri-Rivaldi e collaborando per l’applicazione dello stesso per la Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami e per Palazzo Poli edificio contiguo alla Fontana di Trevi. Esempi evidenti ed emblematici, che possono rendere concreta testimonianza del valore della proposta di GBC Italia, raccogliendo la sfida molto alta, di tutelare il valore storico, portando elementi di innovazione ed efficientamento che sappiano rispondere alle attuali esigenze di tutela ambientale. E questo in parallelo al processo di internazionalizzazione del Protocollo HB che esporta proprio il valore di questa sfida.

La riqualificazione degli edifici storici a destinazione religiosa, si amplia poi con la sfida di saper raccogliere anche l’invito dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco a rendere tangibili le azioni di sostenibilità in un approccio olistico e di ecologia integrale: occasione per provare ad ipotizzare percorsi di analisi del rapporto tra sviluppo e clima, tra ambito sociale ed ambientale ed azioni virtuose conseguenti.

Parallelamente, altri importanti ambiti di verifica della capacità dei Protocolli di adattarsi alle diverse esigenze, sono quelli relativi alle zone del cratere del sisma del 2016 e cioè agli edifici gravemente danneggiati dalle scosse. Ad Amatrice la SEQUAS si sta cimentando nella conduzione dell’applicazione di due diversi Protocolli: un ulteriore edificio da certificare secondo il modello HB, ed un edificio da certificare secondo il Protocollo GBC Home. A Tolentino è in corso la collaborazione per l’applicazione di un Protocollo Home per un edificio e del Protocollo Condomini per un edificio multifamiliare multipiano. 

Le competenze e conoscenze che il network di GBC può mettere a disposizione di chi partecipa attivamente alle sue iniziative sono molto importanti per le i professionisti e le società di ingegneria, per affrontare al meglio le sfide del futuro. Le gare di appalto sono sempre più orientate a valorizzare gli aspetti ambientali e anche se talvolta le stazioni appaltanti non riescono a definire in maniera chiara le competenze richieste, il lavoro fatto da GBC Italia in questi anni ha permesso di far riconoscere le competenze acquisite e certificate secondo i diversi protocolli, conformi a quanto richiede il codice degli appalti italiano. Parimenti lo sforzo profuso nei rapporti istituzionali ha permesso di allineare le richieste dei protocolli con la definizione dei CAM, semplificando per progettisti e imprese il percorso di certificazione. 

La partecipazione attiva di questi anni all’interno dell’Associazione, ha permesso alla SEQUAS di affrontare con sempre più consapevole competenza la sfida di bandi complessi come il recente Reinventing Cities, partecipando come esperti ambientali insieme ad autorevoli esponenti del Politecnico di Milano, alla rigenerazione urbana del sito di Crescenzago di Milano: il progetto impostato secondo quando proposto dal Protocollo GBC Quartieri è stato scelto tra i 12 proponenti iniziali, quale progetto ammesso alla seconda fase dal Comune di Milano.

Il percorso intrapreso a fianco di GBC Italia è un evidente volano, relazionale e professionale, per i soci e tutti i collaboratori della SEQUAS e, come cerchio d’onda, si è ampliato anche all’interno di Engeko, un consorzio stabile di società di ingegneria e architettura condiviso con altri nove partner sin dal 2015, dove altri due soci, Spaini e Associati e Suburbia, hanno aderito a GBC Italia.

La volontà della SEQUAS è quindi quella di sostenere la continuità delle azioni finora messe in campo da GBC Italia, dando il necessario contributo nelle sfide dei prossimi anni a livello nazionale e regionale, mettendo a disposizione le nostre competenze ed esperienze, così come è stato possibile fare con gli organi dirigenti locali e centrali in questi anni.