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23 set 2019

Nuovo report del World GBC: il settore delle costruzioni può azzerare le emissioni entro il 2050

Con il supporto di oltre 80 organizzazioni, il nuovo rapporto del World Green Building Council descrive le azioni per rivoluzionare gli edifici e il settore delle costruzioni verso un futuro a emissioni zero, attraverso l'eliminazione delle emissioni incorporate.

Nell'ambito della decima edizione della World Green Building Week, il World Green Building Council (World GBC) ha lanciato una nuova audace visione su come gli edifici e le infrastrutture in tutto il mondo possano contribuire a ridurre le emissioni globali di carbonio al 2050.

Gli edifici e il settore dell’edilizia infatti sono responsabili del 39% di tutte le emissioni di CO2 nel mondo, con le emissioni di gestione (dall'energia utilizzata per riscaldare, raffreddare e illuminare gli edifici) che contano per il 28%. Il restante 11% proviene da emissioni di CO2 incorporate, o "iniziali" associate a materiali e processi di costruzione durante l'intero ciclo di vita dell'edificio.

La visione proposta nel rapporto prevede specifici target al 2030 e al 2050:  entro il 2030, tutti i nuovi edifici, le infrastrutture  e le riqualificazioni emetterano il 40% in meno di CO2 incorporata con riduzioni significative delle emissioni derivanti dai materiali e dalla fase di costruzione e tutti i nuovi edifici azzerino le emissioni di CO2 in fase d'uso; entro il 2050, tutti i nuovi edifici, le infrastrutture  e le riqualificazioni azzereranno le emissioni di carbonio incorporate e tutti gli edifici, incluso il patrimonio edilizio esistente, azzereranno le emissioni di carbonio in fase d'uso.

Il rapporto "Bringing embodied carbon upfront" propone questo ambizioso obiettivo insieme alle linee guida per accelerare l'azione immediata dell'intera fliera delle costruzioni. Questa visione è sostenuta da rappresentanti di società di costruzioni e sviluppo immobiliare, istituzioni finanziarie, reti di città e governi, nonché da rappresentanti del settore del cemento, dell'acciaio, del legno e molti altri, tra cui: HeidelbergCement, Skanska, Stora Enso, Google e il governo finlandese.

Il rapporto si prefigge di affrontare la sfida delle emissioni di anidride carbonica incorporate con un linguaggio semplice e condiviso per impostare una definizione costruita sul consenso.

Le emissioni di CO2 incorporate sono state trascurate in passato ma, come dimostrato dalla nuova ricerca svolta dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), raggiungere drastici tagli di tutte le emissioni di CO2 nel prossimo decennio è fondamentale per mantenere l'innalzamento della temperatura globale al di sotto di 1,5°C. Affrontare le emissioni nella fase iniziale (pre-uso) degli edifici è quindi cruciale per combattere il cambiamento climatico, poiché si prevede che con le nuove costruzioni il patrimonio edilizio mondiale raddoppierà entro il 2060, causando un grave aumento delle emissioni. Pertanto, il nuovo rapporto chiede un'azione coordinata da parte di tutto il settore per cambiare drasticamente il modo in cui gli edifici sono progettati, costruiti, usati e decostruiti.

Il World GBC presenta un chiaro percorso di azioni che designer, investitori, produttori, governo, ONG e ricercatori lungo l'intera filiera possono intraprendere per accelerare la decarbonizzazione, affrontare le attuali barriere del mercato e sviluppare soluzioni alternative a basse emissioni di CO2. Tuttavia, il rapporto avverte che il cambiamento non avverrà a meno che non vi sia un reale cambiamento nel modo in cui l'industria lavora insieme per consentire una trasformazione del mercato.

La transizione verso standard a emissioni nette pari a zero di CO2 richiede un'azione immediata per ottenere maggiore consapevolezza, innovazione, migliori processi per calcolare, tenere traccia e comunicare la CO2 incorporata. Servono obiettivi di riduzione volontaria dall'industria e l’introduzione di nuove leggi a livello locale, nazionale e regionale. Sono inoltre necessari approcci quali la massimizzazione dell'uso delle risorse esistenti, la promozione della ristrutturazione anziché la demolizione e la ricerca di nuovi modelli commerciali circolari che riducano la dipendenza da materie prime ad alta intensità di CO2. Per dare il via alla collaborazione intersettoriale, il WorldGBC chiede lo sviluppo di nuove tabelle di marcia nazionali e settoriali, come quelle prodotte in FinlandiaNorvegia e Svezia, con un forte sostegno da parte dell'industria e dei responsabili politici.

Il rapporto è supportato da casi studio tra le migliori pratiche esistenti in tutto il settore dell'edilizia, che dimostrano la fattibilità del raggiungimento di obiettivi a zero emissioni di CO2.

Le aziende coinvolte nella progettazione e nella consegna si sono già impegnate in ambiziose strategie di decarbonizzazione individuali o nazionali. Ad esempio, Skanska, un importante gruppo di sviluppo e costruzione svedese, sta facendo passi da gigante per consentire ai progetti di essere valutati per gli impatti del ciclo di vita completo.

Il gruppo Heidelberg Cement, socio di GBC Italia, è tra i soggetti fornitori di materiali che hanno risposto alla call to action definendo l'obiettivo di produrre cemento a emissioni zero entro il 2050 e di ridurre al 2030 l'impronta di carbonio dell'azienda del 30% rispetto ai valori del 1990 attraverso una strategia certificata.

Le città hanno anche contribuito a promuovere innovazioni e nuovi approcci. Oslo, in Norvegia, si impegna in cantieri alimentati solo da energie rinnovabili. Vancouver, in Canada, ha imposto che la CO2 incorporata venga ridotta del 40% nei nuovi edifici entro il 2030, come parte della sua risposta alle emergenze climatiche, dimostrando il tipo di quadri normativi che possono guidare il cambiamento del mercato.

Scarica il report Bringing embodied carbon upfront (breve registrazione richiesta): clicca qui.
Guarda il video animato: clicca qui.
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08 lug 2019

La sostenibilità come leva per internazionalizzare il restauro italiano

GBC Italia supporta il Salone Internazionale del Restauro dei Musei e delle Imprese Culturali, l’annuale appuntamento nell’ambito dei beni culturali e ambientali, che si terrà dal 18 al 20 settembre a Ferrara Fiere, con una importante partnership.

La sostenibilità applicata alla filiera del restauro sarà tra le tematiche chiave della edizione 2019 del Salone. In tale sede GBC Italia presenterà lo stato dell’arte nella applicazione del protocollo energetico-ambientale (rating system) GBC Historic Building, il primo ed unico sistema di valutazione energetico-ambientale al mondo che può colmare il divario tra efficienza energetica, sostenibilità ambientale e conservazione del patrimonio storico-testimoniale. Durante la manifestazione GBC Italia darà l’avvio ufficiale della prima tavola rotonda che si occuperà del processo di internazionalizzazione del protocollo GBC Historic Building con la presenza di partner internazionali e di esperti nazionali e internazionali di restauro ed edilizia sostenibile.

La XXVI edizione del Salone si svolgerà assieme a RemTech Expo, evento internazionale specializzato sulle bonifiche, rischi ambientali e naturali, sicurezza, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione del territorio, cambiamenti climatici e chimica circolare. A GBC Italia e ai protocolli di edilizia sostenibile spetta un ruolo strategico di collegamento tra le due manifestazioni coniugando in un unico filo conduttore i punti in comune tra le due manifestazioni: dalla sismica alla rigenerazione urbana, dai temi inerenti la tutela ambientale all’industria sostenibile, dalla sostenibilità dei siti alla valorizzazione degli asset storico-testimoniali.

La partnership con GBC Italia permetterà di coniugare in chiave sostenibile gli importanti accordi stipulati tra il Salone Internazionale del Restauro con il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico, con Assorestauro e ICE – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, che prevede lo sviluppo di un progetto promozionale straordinario ad hoc, orientato a incentivare la conoscenza e l’utilizzo del Restauro Sostenibile all’estero come prodotto dell’eccellenza italiana. L’accordo include anche la collaborazione con GBC Italia, la community leader dell’edilizia sostenibile, affermando la necessità di valorizzare a livello nazionale e internazionale un approccio integrato tra gli aspetti storico-testimoniali e gli aspetti energetico-ambientali nei processi del restauro. 

Vi aspettiamo dunque al Salone del Restauro e Remtech Expo dal 18 al 20 settembre 2019 con tanti appuntamenti in agenda.

 

Leggi le news correlate:
GBC Italia al Salone del Restauro
Opportunità per i soci


Per maggiori informazioni sugli appuntamenti:
www.salonedelrestauro.com
www.remtechexpo.com

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01 lug 2019

GBC Italia sempre più internazionale. Caffi diventa vice presidente della rete europea del World GBC

Il direttore di Green Building Council Italia Marco Caffi è stato nominato Vice Presidente della Rete Regionale Europea del World Green Building Council, associazione no profit internazionale impegnata nel promuovere l’edilizia sostenibile in tutta Europa.

Lo scorso 12 giugno il Board del World Green Building Council ha eletto Alicja Kuczera, CEO del Green Building Council polacco, quale nuova Presidente della Rete Europea dei Green Building Council e Marco Caffi, COO del Green Building Council Italia, nel ruolo di Vice Presidente.

Marco Caffi, che dal primo luglio rivestirà il ruolo di Vice Presidente per i prossimi due anni, è stato scelto per la significativa esperienza maturata in tema di sostenibilità, in particolare nel settore dei green building, e per l’impulso innovativo portato all’interno della rete europea dei Green Building Council.

Cristina Gamboa, CEO, World Green Building Council, ha dichiarato: "Mentre i cambiamenti climatici rappresentano una sfida globale, le soluzioni sono spesso locali e regionali. Promuovere l’edilizia sostenibile attraverso le nostre reti regionali è quindi essenziale per portare avanti la nostra missione collettiva di edifici sostenibili per tutti, ovunque. Marco è stato un vero sostenitore della sostenibilità in tutta Europa, e il suo ruolo di vicepresidente contribuirà a rafforzare la rete dei GBC nella regione.“

“Il ruolo assegnatomi di Vice Chair della Rete Regionale Europea dei Green Building Council è sicuramente il riconoscimento del lavoro e del percorso di crescita che l’intera associazione ha fatto in questi anni, e alla quale va il mio ringraziamento per il supporto dato alla candidatura. – Ha dichiarato Marco Caffi, direttore di GBC Italia – Penso che questa sia un’importante opportunità di confronto e comprensione delle priorità di sviluppo dei tanti temi correlati alla sostenibilità in edilizia e di condivisione di modelli organizzativi che possano rendere più efficace le nostra azione. Sono felice di portare in tale contesto l’esperienza del movimento dei green building italiano, consapevole che la mia azione sarà tanto più efficace quanto condivisa con l’intera organizzazione di GBC Italia.”

La rete regionale europea (ERN) del World GBC è una comunità di 23 GBC, 9 partner regionali e oltre 4.600 membri in tutta Europa. I Green Building Council della ERN provengono da paesi sia dell'UE che non-UE.

Sebbene il mercato degli edifici sostenibili in Europa sia in costante crescita, occorre fare di più per garantire che la sostenibilità sia introdotta nell'intera catena di valore del settore. La missione dell'ERN è quella di far sì che ciò accada sfruttando l’influenza e la conoscenza dell’intera rete rete per trasformare il mercato europeo degli edifici.

L’impegno già molto attivo nelle attività internazionali di GBC Italia si concretizza ancora di più con la nomina del direttore di GBC Italia come vicepresidente della rete regionale europea del World GBC.

L’associazione sta lavorando attivamente a molti progetti europei. Dal più recente Build Upon2 appena avviato e fortemente collegato al progetto Advancing Net Zero, a BIM4REN; da Smarter e EeMAP per la finanza dei mutui verdi, a LEVEL(s) un sistema di indicatori chiave per misurare la sostenibilità degli edifici in tutta Europa.

Nell'ultimo incontro della rete europea tenutosi lo scorso 21 maggio a Oslo dove si è fatto il punto sul lavoro che i GBC stanno svolgendo nell’ambito dell’economia circolare, GBC Italia ha portato il proprio position paper che è stato citato dal World GBC come degno di nota.

Per maggiori informazioni, visita il sito del World GBC: clicca qui.

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28 giu 2019

Cambiamenti Climatici, resilienza e rigenerazione urbana. Gli esiti del convegno

GBC Italia ha organizzato lo scorso 14 giugno presso Palazzo Taverna il convegno ”Cambiamenti climatici, resilienza e rigenerazione urbana” dove è stata presentata la prima mappa dei green building di Roma alla presenza del Ministero dei Beni Culturali, del MIUR e dell’assessore all’urbanistica di Roma.

Un folta platea di partecipanti ha ascoltato gli esperti del settore che lavorano quotidianamente per coniugare le istanze ambientali e di resilienza a quelle di sviluppo, innovazione e mercato, valorizzando allo stesso tempo il patrimonio storico culturale.

Il convegno è iniziato con l’intervento del Presidente di GBC Italia Giuliano Dall’Ò che ha presentato la prima mappa degli edifici green di Roma, sulla scia della recente pubblicazione della mappa di Milano pubblicata lo scorso marzo.

“Non è stato facile fare emergere la bellezza degli edifici green all’interno di una città come Roma che è da più di 2000 anni la città green per antonomasia. Pensiamo al suo valore storico che abbraccia praticamente tutte le epoche, pensiamo agli spazi verdi e a quel clima invidiabile che ci consente di applicare da sempre i principi della bioclimatica. – afferma Giuliano Dall’Ò – Qui il rinnovamento green si confronta con una struttura urbana consolidata da millenni di una città storica che è già bellissima! Eppure è una sfida da cogliere e Roma lo sta già facendo. Non solo con i suoi circa 90 edifici green registrati o certificati (che non sono comunque pochi), ma anche con le politiche che le amministrazioni stanno portando avanti. Roma non rinuncia all’innovazione e ai suoi edifici green, nonostante la grandezza di un patrimonio storico e culturale unico al mondo, da preservare.”

L’ arch. Maria Adelaide Ricciardi della Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dichiarato: “Palazzo Silvestri-Rivaldi in consegna alla DG ER Mibac, è il primo edificio su Roma a seguire la certificazione per la sostenibilità degli edifici storici con il protocollo GBC Historic Building per la porzione del 1909. Tra gli obiettivi dell’accordo di collaborazione con GBC Italia abbiamo, oltre al recupero e riutilizzo dei materiali storici secondo i principi di economia circolare, e alla valutazione degli aspetti energetici, anche quello di inserire, nei cantieri scuola già attivi, aspetti di formazione e disseminazione di percorsi di Restauro Sostenibile.”

Marco Mari, Vicepresidente di GBC Italia, ha introdotto e moderato l’intero convegno dove sono intervenuti: Francesco Bedeschi, segretario del Chapter Lazio di GBC Italia, Gianaliuca Natalini, CRIF Real Estate, Silvano Arcamone, Responsabile dei lavori pubblici dell’Agenzia del Demanio, Luca Montuori, Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Franco Cotana, professore dell’Università di Perugia e coordinatore del GdL 12 Green Technologies” MIUR, Luigi Adami, di BNP Paribas e l’arch. Gianluca Loffredo, coordinatore del comitato scientifico geosismica di RemTech Expo.

Si è parlato di sostenibilità degli insediamenti urbani come obiettivo di fondamentale importanza in uno scenario globale che vede nel progressivo inurbamento della popolazione mondiale uno dei driver più significativi. Si tratta di un tema che nel nostro Paese investe sia le grandi città, che risultano sempre più ampie e complesse, sia i piccoli comuni attualmente affetti da un progressivo spopolamento e alla ricerca di strategie di valorizzazione e rilancio, problema non irrilevante da un punto di vista ambientale, considerato che in Italia i comuni sotto i 5000 abitanti ricoprono circa il 70% del territorio del nostro paese. Territori che devono essere sostenibili ma anche resilienti. Questo è uno dei temi più urgenti del nostro tempo.

La morfologia del territorio italiano, le caratteristiche uniche delle grandi e piccole città del nostro paese così ricche di storia e di tratti distintivi, così come le recenti catastrofi naturali, impongono un approccio originale e calibrato che possa portare al raggiungimento degli stessi obiettivi che altri paesi in Europa e nel modo si stanno ponendo. In questo quadro, le metriche di sostenibilità inerenti all’edilizia e più in generale l’ambiente costruito possono rappresentare strumenti centrali in una logica di rendicontazione e miglioramento a supporto delle città impegnate per lo sviluppo sostenibile e il clima.

Tra le varie esperienze nazionali e internazionali, spiccano quelle promosse da USGBC con il protocollo di rating dedicato alla sostenibilità dell’ambiente urbano “LEED for Cities and communities”, allo studio di GBC Italia mediante uno specifico “gruppo di lavoro sostenibilità urbana”, ma anche le metriche sviluppate da GBC Italia con specifici protocolli di certificazione energetico-ambientale tra cui “GBC Quartieri”, “GBC Home”, “GBC Historic Building” per il quale è già avviato un processo di internazionalizzazione assieme a USGBC ed infine il protocollo “GBC Condomini” primo al mondo vede un’area specifica denominata “resilienza”. Tutti strumenti finalizzati ad offrire una scelta completa di metodologie per affrontare le sfide imposte dai cambiamenti climatici nell’ottica di una rigenerazione urbana sostenibile e resiliente.

Clicca qui per visualizzare le presentazioni dei relatori.
Clicca qui per visualizzare le foto dell’evento.
Clicca qui per visualizzare il video della conferenza.
Clicca qui per scaricare la Roma Green Map.

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05 giu 2019

Misurare la sostenibilità di insediamenti urbani e comunità

Il 31 maggio si è svolto a Milano il workshop organizzato da GBC Italia in collaborazione con Ambiente Italia e Legambiente per affrontare il tema della misurazione della sostenibilità delle città e presentare il primo caso di applicazione del protocollo GBC Quartieri: UPTOWN a Milano.

In quanto associate ad ASViS, le tre organizzazioni hanno proposto nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, una iniziativa di approfondimento e confronto, che ha contribuito a consolidare il know how dell’Alleanza con specifico riferimento al SDG (Sustainable Development Goal): “Città e Comunità Sostenibili”.

La sostenibilità delle città e degli insediamenti urbani è un obiettivo di fondamentale importanza in uno scenario globale che vede nel progressivo inurbamento della popolazione mondiale uno dei driver più significativi. Affrontare questa sfida significa darsi strumenti di pianificazione e intervento, ma anche di rendicontazione e reporting. Diverse esperienze si sono sviluppate in ambito internazionale e in Italia negli ultimi decenni.

A livello internazionale USGBC sta elaborando una sua proposta di rating di sostenibilità per l’ambiente urbano (“LEED for Cities”), e sta curando una più articolata e solida formulazione di un protocollo “LEED for Cities and communities”. In Europa sono state un riferimento importante le prime esperienze che si sono consolidate nel quadro del movimento delle Città Sostenibili, come gli European Common Indicators, gli indicatori di valutazione per il Green Capital Award, il Reference Framework for Sustainable cities, il progetto Informed Cities.

GBC Italia ha per parte sua sviluppato il protocollo “GBC Quartieri”, potenziale tassello di un più esteso sistema di rating ambientale delle città italiane, tanto che anche a partire dalla presentazione di “LEED for Cities” in Italia. GBC Italia ha attivato un gruppo di lavoro, guidato Mario Zambrini, consigliere esecutivo di GBC Italia e AD di Ambiente Italia, che sta lavorando ad un position paper per definire i confini, i limiti e le potenzialità della applicazione dei sistemi di rating ambientali per le città italiane.

Nella realtà quotidiana di milioni di abitanti delle metropoli mondiali, quello urbano è un ambiente inquinato, rumoroso, violento, alienante. – afferma Zambrini - Eppure è proprio sulla città che la tendenza all’inurbamento della popolazione mondiale costringe a concentrare gli sforzi di immaginazione, progettazione, sperimentazione e implementazione di soluzioni che consentano di dare alle aree e agli agglomerati urbani adeguate condizioni di vivibilità, accessibilità, resilienza, inclusione sociale. Insomma, anche se, in molti casi, quello di città sostenibile può ancora essere considerato un ossimoro, è su questo terreno che si dovrà giocare – e possibilmente vincere – la sfida di un rapporto non distruttivo fra società umana e pianeta.

Legambiente, con Ambiente Italia, promuove da venticinque anni “Ecosistema Urbano”, un rapporto che – sulla base di un articolato set di indicatori – rendiconta su base annuale le performance ambientali dei 100 comuni capoluogo del nostro paese. La collaborazione con il Sole24 ore ha permesso di integrare il rating di Ecosistema Urbano in altri sistemi di valutazione della qualità della vita e il radicamento di Legambiente nelle città destinatarie della annuale “pagella” ha consolidato il ruolo di Ecosistema come eccezionale stimolo per lo sviluppo politiche ambientali urbane.

“L’importanza di report ambientali delle aree urbane in grado di disegnare un quadro attendibile della sostenibilità, è sempre più evidente. – afferma Mirko Laurenti, responsabile del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente – Legambiente è stata la prima associazione a porsi l’obiettivo dell’analisi dell’ambiente urbano. Sulla scia dello stimolo di Legambiente, sono arrivati poi gli studi di Istat, Ispra e altri ancora. Ecosistema Urbano raccoglie ogni anno, tramite questionari, interviste e altre fonti statistiche, informazioni su 125 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 125 mila dati. Questa raccolta viene sintetizzata in 17 diversi indicatori di qualità ambientale. Si tratta di un report che con il tempo è divenuto una pietra miliare del reporting ambientale, mantenendo una invidiabile capacità di aggiornarsi e rinnovarsi”.

Tra i relatori istituzionali, l’Assessore alla mobilità e ambiente del Comune di Milano Marco Granelli che durante i saluti iniziali ha dichiarato che Milano pone l’attenzione su una visione complessiva della città e colloca il tema ambientale con una rilevanza strategica. “Ci vogliono azioni nel territorio che sappiano mettere insieme più dimensioni, segmenti e risorse. Le comunità e i quartieri possono fare il cambiamento e strumenti come i rating system mettono a disposizione degli indicatori che permettono di individuare una strategia e consentono al cittadino di riconoscersi e posizionarsi in determinati parametri e valori.” L’assessore ha quindi ringraziato le associazioni per il loro contributo e per aiutare la città di Milano a realizzare delle buone pratiche contribuendo a cambiare il sistema.

Durante il workshop è stata presentata l’esperienza di applicazione del protocollo GBC Quariteri al progetto UPTOWN, il nuovo quartiere di Cascina Merlata.

Si tratta di un lavoro straordinario – ha commentato Attilio Di Cunto, ad di EuroMilano – UPTOWN è il primo quartiere italiano a perseguire una certificazione non per singolo building, ma per tutto il distretto. Puntiamo al riconoscimento di quanto l’intero masterplan sia stato orientato all’ecosostenibilità, per garantire un’alta qualità della vita ai residenti, mantenendo però un prezzo accessibile. Possiamo considerare UPTOWN un caso esemplare, un’eccellenza, il contributo di EuroMilano a una nuova cultura dell’abitare, rispettosa dell’ambiente e della persona. UPTOWN risponde a tutti questi requisiti e a molto altro. La genesi del progetto, con molta lungimiranza, mirava proprio a mantenere un elevato standard qualitativo. Puntiamo al massimo punteggio nella certificazione GBC Quartieri® e miriamo a diventare noi stessi uno standard per le certificazioni successive”.

Siamo orgogliosi di teleriscaldare UPTOWN, un distretto urbano nel quale abiteranno più di 15 mila persone – ha dichiarato Lorenzo Spadoni, Presidente di A2A Calore & Servizi – UPTOWN  contribuirà ad aumentare la performance positiva a salvaguardia dell’ambiente permessa dall’uso del Teleriscaldamento. Solo un numero per darvi la dimensione: nel 2018 il teleriscaldamento ha consentito di risparmiare 183.800 tonnellate di CO2 immesse nell’aria della Lombardia."

“I protocolli di certificazione energetico ambientali per gli edifici o per i quartieri, sono un valido strumento per rispondere a esigenze di garanzia di qualità terza parte e trasparenza, perché forniscono parametri chiari a tutti gli operatori della filiera: dagli sviluppatori immobiliari agli utenti, passando per progettisti, costruttori, fornitori. – ha affermato Marco Mari, Vicepresidente di GBC Italia - Tutti possono far riferimento a un linguaggio strutturato di filiera e di comunità. I casi di certificazioni di porzioni di territorio sono ancora rari in Italia. Per questo siamo orgogliosi che un progetto pioneristico come UPTOWN sia il primo a sperimentare la certificazione GBC Quartieri”.

Visualizza gli atti del convegno qui.

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